RUT (1): l’amicizia che giunge al termine

RUT (1): l’amicizia che giunge al termine

Massimo Coero Borga – 12 maggio 2020

RUT (1): l’amicizia che volge al termine

Quello di Rut è un libro della Bibbia dedicato alla storia di una donna, come quelli di Ester e di Giuditta e che forse, più di tutti gli altri, mette l’accento sulle donne. È composto da quattro capitoli, quindi abbastanza breve (ma molto intenso), e racconta una vicenda che si svolge in un periodo di circa dodici anni. Viene inserito come 3° nei libri storici: Giosuè – Giudici – Rut – 1Samuele…

Al tempo in cui governavano i giudici, ci fu nel paese una carestia e un uomo di Betlemme di Giuda emigrò nella campagna di Moab, con la moglie e i suoi due figli (Rut 1,1).

Quindi questa storia si svolge in mezzo al periodo di transizione fra i “Giudici” (dal XIII a XI a.C.) e i “Re” (instaurazione della monarchia iniziando da Saul).

Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide (Mt 1,5-6).

Rut sarà, quindi, la bis-nonna di Davide: è databile al XI a.C. anche se è scritto.

GESÚ: generato da… anche attraverso 5 “donne” (Matteo cap.1):

3 Giuda generò Fares e Zara da Tamar

TAMAR (Gen 38) si finge prostituta e va col suocero.

5 Salmòn generò Booz da Racab,

RACAB o RAAB (Gs 2) prostituta straniera.

5 Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut,

RUT (Rut 3) donna straniera che seduce.

6 Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa

BETSABEA (2Sam 11-12) donna straniera sposata.

16 Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.

MARIA… dalla quale è nato Gesù (fu Dio che generò)

La logica di Dio non è la logica degli uomini: “Ragazza vergine incinta, partorisce Dio” (non è una FAKE-NEWS, anche se già allora hanno tentato di farla passare come tale).

Nella storia sacra (genealogia di Gesù Cristo), quindi, ci sono “donne” che, pur trasgredendo alla legge, realizzano la PROMESSA di DIO.

Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gen 3,15).  

Rut era una moabita

Al tempo in cui governavano i giudici, ci fu nel paese una carestia e un uomo di Betlemme di Giuda emigrò nella campagna di Moab, con la moglie e i suoi due figli (Rut 1,1).

Così le due figlie di Lot rimasero incinte del loro padre. 37La maggiore partorì un figlio e lo chiamò Moab. Costui è il padre dei Moabiti, che esistono ancora oggi. 38Anche la più piccola partorì un figlio e lo chiamò «Figlio del mio popolo». Costui è il padre degli Ammoniti, che esistono ancora oggi (Gen 19,36-38).

Era, cioè, avvenuto un incesto della maggiore delle figlie di Lot, nipote di Abramo, con il padre, da cui nasce Moab. Dalla sorella minore, sempre per incesto, nascerà Ammon, capostipite degli Ammoniti.

Questi Moabiti vivevano nella Transgiordania (cfr. Nm 22,1;26,3), e fu proprio passando per il loro territorio che Israele invase la terra di Canaan (Nm 22-26; Dt 2,9;32,49).

Il loro territorio era, quindi, un altipiano particolarmente fertile (cfr. 2Re 3,25) ad est del Mar Morto e a circa 1300 metri di altitudine.

PERSONAGGI

  1. Elimèlek: “Dio è il mio Re” – “Il mio Dio è Re”
  2. Maclon e Chilion “malattia” e “annientamento”
  3. Noemi significa “dolcezza” ma, a causa del suo dolore, chiede di essere chiamata “Mara”, cioè “la mia amarezza”.
  4. Rut, che segue la suocera anche se questa non le offre alcun futuro, significa “amicizia o sazia”.
  5. Orpa, la nuora che sceglie di vivere a Moab, abbandonando Noemi e il suo Dio, significa “Colei che si volge indietro”.
  6. Booz, il go’el – il redentore – lo sposo.
  7. Quel tale, uomo egoista, senza nome.
  8. Obed, il figlio di Rut, il “servo”. Naturalmente di Dio!

Dio non dice nulla. Dio guida la storia, e chi si fida ed è leale e perseverante, sperimenta la Sua provvidenza e potenza.

Capitolo 1

1 Al tempo in cui governavano i giudici, ci fu nel paese una carestia e un uomo di Betlemme di Giuda emigrò nella campagna di Moab, con la moglie e i suoi due figli.

2 Quest’uomo si chiamava Elimèlec, sua moglie Noemi e i suoi due figli Maclon e Chilion; erano Efratei, di Betlemme di Giuda. Giunti nei campi di Moab, vi si stabilirono.

3 Poi Elimèlech, marito di Noemi, morì ed essa rimase con i due figli.

4 Questi sposarono donne di Moab, delle quali una si chiamava Orpa e l’altra Rut. Abitavano in quel luogo da circa dieci anni, 5 quando anche Maclon e Chilion morirono tutti e due.

e la donna rimase priva dei suoi due figli e del marito.

Carestia: sempre ci sono state (e ci saranno). Dobbiamo imparare ad affrontarle, come dobbiamo imparare ad affrontare i problemi! Dio non ci evita i temporali ma ci da la grazia per affrontarli e vincerli – come Il Crocifisso Risorto!

Emigrò: prese una decisione nella carne e non nello Spirito, attratto da Moab (paese mondano fertile).

Dal dire “Dio è il mio Re” o “Il mio Dio è Re”, restando stabile nella fede e in quel luogo (Betlemme: casa del pane) ad allontanarsi verso una terra di tentazioni e di morte.

Se fosse restato ELIMELEC, non avrebbe dovuto temere nulla. Se Dio è RE, può tutto, perché allora non fidarsi e abbandonarlo?

Stabilirsi: rendere stabile il nostro pensiero, qui purtroppo, secondo la mentalità moabita – ha imparato a pensare, parlare e vivere come “il mondo”, senza Dio.

Siamo uomini e donne con FEDE o senza? Dove vai “a vivere” con le tue scelte?

Anche i figli (frutto della vita) faranno una brutta fine a causa della scelta frettolosa del padre. Si chiameranno MALATTIA e ANNIENTAMENTO e, difatti, moriranno in terra straniera.

Che figli facciamo? Siamo figli di chi? (molto provocatorie queste due domande, la cui risposta vale la vita o la morte).

Questa donna, Noemi, ha subito la scelta del marito e si troverà senza marito e senza figli e in terra straniera – scegliamo bene affetti ed amicizie.

Quando poi ci sono decisioni da prendere, aiutiamo le persone (vicine e non solo, a noi) a prenderle nello Spirito e non nella carne. I risultati saranno opposti.

Se chiediamo consigli, cerchiamo persone di Dio per non dover poi piangere sulle scelte. Impariamo anche a non subire le scelte degli altri ma, il più possibile, cerchiamo di essere in comunione con Dio e di scegliere con la nostra testa, anzi, col nostro cuore in comunione col Signore.

Condividi questo post

Comments (4)

  • Annalisa rispondere

    Buongiorno,
    ascoltando la storia di Rut mi è sorto questo interrogativo: è vero che Elimelec allontanandosi da Betlemme ha agito nella carne e questo ha portato conseguenze negative x lui e per la sua famiglia, dall’altra parte se non fosse mai andato a Moab, Rut non avrebbe mai conosciuto Booz
    Come si può leggere questo ‘bene’ che è scaturito da una scelta sbagliata?
    C’era già un progetto di Dio in tutto questo? Dio sa scrivere dritto sulle nostre righe storte?
    Dio ha voluto premiare la fedelta di Rut?
    Grazie

    20/05/2020 a 12:47
    • Massimo Coero Borga rispondere

      La Bibbia insegna, attraverso le cose che avvengono, quali sono i principi biblici. Insegna cosa succede e cosa può succedere negli eventi. Dietro alla scelta sbagliata di Elimelec, avviene qualcosa di bello. Dietro all’errore di Adamo ed Eva avviene una delle cose più belle mai avvenute: Gesù si incarna per salvarci e dimostrarci il suo amore! Ma Elimelec, Eva e Adamo, e anche io e te paghiamo le conseguenze degli errori. Noi dobbiamo, quindi, leggere la storia sacra con gli occhi delle Sacre Scritture per capire cosa fa Dio e cosa fare noi. Non ci conviene scegliere il male pensando che sia il progetto di Dio. MA Dio può, nonostante i nostri errori, fare dei miracoli di Amore. Dio ci insegna queste e altre cose attraverso la Parola di Dio. Queste cose si possono scoprire con l’aiuto dello Spirito Santo. Non crediamo al “fato”, neanche alla “fortuna” e alla “sfortuna”, ma cerchiamo di comprendere quale siano i passi da compiere per vivere in modo “giusto” (cioè mettendo in pratica la Parola di Dio). La Bibbia cerca di portare Luce e speranza. Cerca anche di correggerci per evitare di raccogliere male per aver sbagliato la strada. La Bibbia vuole indicarci la Via della Vita. A noi saperla leggere e praticarla per “essere vittoriosi”. Sii felice.

      20/05/2020 a 14:47
  • samantha rispondere

    Buongiorno a tutti. Io non so ancora pregare lodando, ma solo ringraziando. Ieri sera Massimo hai detto anche cantare è un lodare (naturalmente a seconda della canzone che si sceglie). Non so se sia un caso ma è quando ascolto le canzoni carismatiche, specialmente alcune, che mi arrivano alcune “idee”, suggerimenti. Grazie quindi Massimo per avermi fatto capire che anche se non suo parole mie anche il canto è ben accetto da Dio.
    Vorrei poi chiedere una spiegazione su una frase che hai detto ieri sui carismi, e cioè che a volte Dio non fa il dono dei carismi altrimenti c’è il rischio che la persona si inorgoglisca (era la risposta del sacerdote alla tua domanda per la ricerca di collaboratori!). Chiedo: io posso chiedere un carisma ma dire a Dio che, se mi fa il dono di darmelo, mi dia anche il dono di non inorgoglirmi, nel caso succedesse? Oppure meglio se non chiedo nulla?
    Altra domanda: Massimo, tu hai detto che non serve essere carismatico per chiedere, e a volte ottenere, se Dio vuole, la guarigione per qualcuno, ma basta aver fede e credere. E non chiedere angosciati, ma credere, e lodare. Vuoi dire che Dio non fa preferenze su chi prega (scusa il termine, non so quale usare)? Cioè, un carismatico o un santo sacerdote, forse hanno una fede più profonda e radicata di una persona come me, per questo credevo che a loro fosse concesso di attirare le guarigioni.
    Altra domanda…scusa. Ti sembrerà strano ma sono entrata in crisi con le figure di Dio e Gesù! So che è assurdo, ma ora che seguo il Purim mi trovo in difficoltà quando prego. Non so se devo rivolgermi a Dio per la lode, a Gesù per il ringraziamento, ecc. So e credo che Gesù è il figlio di Dio, ma in quanto tale ora come devo pregare? Esempio: il Padre nostro è rivolto a Dio. Ma quando io dico Gesù confido in te, in un certo senso metto da parte Dio? E se invece inizio a pregare dicendo “Signore….a chi mi sto rivolgendo? A Dio o a Gesù? O a entrambi? E la preghiera di lode dico “ti lodo mio Dio perché sei misericordia, bontà, ecc” …poi senza pensarci, vado avanti e dico Gesù…e li vado in confusione e mi dico: no, stai pregando Dio, non Gesù ora”!! Mamma mia che confusione ho…mi aiuti a capire un po’? Grazie

    22/05/2020 a 09:38
    • Massimo Coero Borga rispondere

      CANTO: quando a messa cantiamo il “Santo” stiamo lodando Dio con il canto – quindi loda Dio cantando e vedrai che sperimenterai la grazia perchè “Dio dimora nelle lodi” (dice un salmo)
      https://www.ilcrocifissorisorto.it/shop/dio-dimora-nelle-lodi/
      CARISMI: 1Cor 14,1 Aspirate alla carità. Desiderate intensamente i doni dello Spirito, soprattutto la profezia. (la spiegazione alla tua domanda richiede una catechesi) – Oltre ai carismi ci vuole sempre umiltà, carità e sapienza.
      FEDE per OTTENERE: L’emorroissa e tante altre figure nella Bibbia hanno ottenuto da Gesù la guarigione senza bisogno di carismatici o altri. Certo se un sacerdote o qualcuno ha fede ottiene, ma anche tu che sei figlia di Dio. E’ la FEDE che smuove le montagne come disse Gesù. A Marta Gesù disse: “Credi e vedrai la Gloria di Dio”. Noi non cerchiamo dei “santoni”, cerchiamo Gesù con fede (lodandolo sempre con fiducia) sapendo che la FEDE è sempre premiata.
      CHI PREGARE: Anche nella liturgia (messa) si prega il Padre, nel nome di Gesù, nella potenza dello Spirito Santo. Padre Gasparino mi insegnò che prima di fare adorazione dovevo ringraziare e lodare 10 minuti il Padre, 10 minuti il Figlio e 10 minuti lo Spirito Santo. Quindi l’altra mezz’ora stavo davanti a Gesù Eucarestia meditando e contemplando la Parola di Dio. Noi Cattolici abbiamo anche la grazia di chiedere l’intercessione a Maria e ai Santi e agli Angeli, sempre rivolti a Dio. Gesù disse anche “Chi ha visto me, ha visto il Padre”, quindi pregando Gesù, tu raggiungi il Padre. Ti consiglio di invocare lo Spirito Santo e poi rivolgerti a Gesù sapendo che parli anche col Padre. Non ci sono formule poi da usare perchè quando ami qualcuno usi parole semplici e belle.

      22/05/2020 a 12:09

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *