RUT (2): scelte determinanti

RUT (2): scelte determinanti

Massimo Coero Borga – 19 maggio 2020

RUT (2): scelte determinanti

(Tutti i versetti seguenti sono del capitolo 1 del libro di Rut).

6 Allora Noemi si alzò con le sue nuore per andarsene dalla campagna di Moab, perché aveva sentito dire che il Signore aveva visitato il suo popolo, dandogli pane. Il Signore aveva visitato il suo popolo, dandogli pane. 7 Partì dunque con le due nuore da quel luogo ove risiedeva e si misero in cammino per tornare nel paese di Giuda.

Si alzò: anche il figliol prodigo prese questa decisione: Si alzò e tornò da suo padre (Lc 15,20). Impariamo a riprendere “decisioni” (movimento – alzarci) quando vediamo che qualcosa va male perché ci siamo allontanati. Non pregare senza decidere un cambiamento, o non ci sarà la benedizione (vedi qui di seguito).

Elimèlec doveva, quindi, fidarsi anche nel momento di carestia perché… giunse il pane a Betlemme. Dio visita il suo popolo: la carestia finisce! Dio arriva sempre al momento opportuno, come per Giuditta, che al 4° giorno viene invitata alla cena da Oloferne. Al 5° giorno ci sarebbe stata la disfatta del popolo di Dio. Chi ha fede credendo che “Dio è Re”, attende fiducioso.

Il ritorno: ecco il cammino verso il luogo benedetto, quindi verso le benedizioni.  Tu dove stai andando? Te ne sei andato dalla “residenza” di Moab?

LA SCELTA

Rut 1, 8-17.

8Noemi disse alle due nuore: «Andate, tornate ciascuna a casa di vostra madre; il Signore usi bontà con voi, come voi avete fatto con quelli che sono morti e con me! 9Il Signore conceda a ciascuna di voi di trovare tranquillità in casa di un marito». E le baciò. Ma quelle scoppiarono a piangere 10e le dissero: «No, torneremo con te al tuo popolo». […]

14Di nuovo esse scoppiarono a piangere. Orpa si accomiatò con un bacio da sua suocera, Rut invece non si staccò da lei. […]

Noemi le benedice e le ringrazia per tutto quello che hanno fatto. Loro, di pancia, non vogliono lasciarla – le emozioni sembrano forti.

Noemi cerca di farle ragionare, spiega chiaramente la situazione, dice che non è conveniente per loro restare con lei. Ecco che ancora le emozioni vengono a galla – non sono sbagliate, sono però “emozioni”.

Nei momenti più terribili, si possono fare scelte completamente diverse.

ORPA: colei che si volge indietro.

RUT: “amica” _ amicizia nel momento terribile _ Dio amico?

Entrambe prendono una DECISIONE: da quel momento Orpa scompare, Rut prosegue. Le prove, sovente, tolgono la polvere dalle parole: amicizia?! Le prove servono per fare “pulizia” (anche nel nostro cuore).

Rut, la protagonista, era una moabita e proveniva, quindi, dal paganesimo e dall’idolatria che si praticava nella sua patria – i doni naturali li possono avere tutti. Il cristiano dovrebbe battere chi non ha fede in “fedeltà” e “fiducia” della vita. In questi giorni solo insulti e scandali su Facebook e su altri social… che testimonianza diamo agli altri del nostro essere cristiani?

La scelta di Rut sembra una “consacrazione” (cioè un donarsi interamente e per sempre), è una decisione totale (tempo, energie, vita). Non è più “emozione” ora, ma è una vera e propria “decisione”, fino alla fine (dovrebbe essere il sentimento che si esprime il giorno del matrimonio).

Come sono le nostre decisioni? Momentanee o durature? (siamo emotivi nelle decisioni o coscienti e perseveranti).

LA DELUSIONE

19Esse continuarono il viaggio, finché giunsero a Betlemme. Quando giunsero a Betlemme, tutta la città fu in subbuglio per loro, e le donne dicevano: «Ma questa è Noemi!». 20Ella replicava: «Non chiamatemi Noemi, chiamatemi Mara, perché l’Onnipotente mi ha tanto amareggiata!

21Piena me n’ero andata, ma il Signore mi fa tornare vuota. Perché allora chiamarmi Noemi, se il Signore si è dichiarato contro di me e l’Onnipotente mi ha resa infelice?».

Questo è un viaggio, un percorso, un cammino verso…! É un ritorno da Moab a Betlemme. É un viaggio che giunge a destinazione. Se fossimo nel periodo di Quaresima, potremmo definirlo “la conversione che ci riporta a casa”. “Tutti” (città) andarono loro incontro, li accolsero, si mobilitarono! Betlemme è una città che dice il carattere degli abitanti: disponibili e premurosi.

NOEMI: gentilezza – gioia – letizia / mia delizia – mia gioia

MARA: amarezza – amareggiata – delusa _ va tutto male (non come immaginavi).

Piena e vuota – Noemi e Mara. Dal tutto al niente.

Noemi dice che è il Signore ad aver causato tutto questo. Abbiamo, però, visto che non era stato il Signore ad aver detto a Elimèlec di emigrare a Moab, ma Lui stesso aveva deciso di farlo. Sono le nostre scelte di “muoverci” (emigrò) senza aver atteso il consiglio di Dio.

Dio ama e lo ha dimostrato con Gesù, quindi non possiamo permetterci di accusarlo, non è Lui a renderci infelici, bensì le nostre scelte, il nostro distacco da Dio, la nostra poca fede e l’ingratitudine.

Dovremmo, invece, sempre restare Elimèlec, cioè persone che proclamano con fiducia “Dio è il mio Re” – “Il mio Dio è Re”.

22Così dunque tornò Noemi con Rut, la moabita, sua nuora, venuta dai campi di Moab. Esse arrivarono a Betlemme quando si cominciava a mietere l’orzo.

Così tornò. Abbiamo il quadro chiaro della situazione emotiva di Noemi quando giunge a Betlemme – a volte è la foto di chi torna a Dio dopo un percorso disastroso (non per colpa di Dio ma a causa delle proprie scelte…).

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Comments (3)

  • Daniele rispondere

    Lode a DIO per questa catechesi!!!

    02/06/2020 a 17:44
  • samantha rispondere

    Salve Massimo
    Scrivo in merito agli incontri di Pentecoste e a quello di ieri sera su Ruth. Non ho testimonianze particolari da raccontare, solo domande e considerazioni! Innanzitutto volevo ringraziarti perché fino ad ora non avevo mai compreso l’importanza dello Spirito Santo e non avevo nemmeno capito in che modo si inserisse nella Trinità. Ok, spirito di Dio, ma a parte questa non ho avuto altre spiegazioni. Vero che il Vangelo spiega un po’ ma la cosa che tu fai, e per cui ti ringrazio enormemente, è che rendi comprensibili i brani del Vangelo e della Bibbia nel loro significato più profondo. Ex la storia di Rut l avevo letta ma non avevo assolutamente inteso tutti i significati che stanno sotto a delle azioni, parole, ecc. Tornando allo Spirito Santo, domenica hai detto di non chiedere continuamente ma chiedere a Dio che ci doni lo Spirito affinchè sappiamo cosa chiedere, e fare affidamento su di Lui. Ho deciso quindi che farò così: posso confermare quello che dicevi e cioè nel mio caso facevo tante novene, preghiere di guarigione, ecc ecc ma alla fine ne sono quasi sempre uscita con un senso di frustrazione per non aver “ottenuto” quanto chiesto. Anche quando ascoltavo le tue dirette ero sempre ptesa x vedere se la preghiera sortiva l esito sperato per qualcuno che conosco e che è ammalato, e alla fine dell incontro, non succedendo nulla, mi dicevo: ecco, nemmeno questa volta è avvenuto un miracolo, speriamo la prossima volta. Ora invece ascolterò le catechesi con uno spirito diverso (già ieri sera l ho provato), di accettazione e rilassamento: come ci hai spiegato, il Signore sa ciò di cui abbiam bisogno, chiediamo ma non con insistenza quasi maniacale. Quindi mi affido a Lui e allo Spirito Santo dicendo “tu sai, pensaci tu”.
    Altra cosa, questo è un mio dubbio: in questo periodo stanno avvenendo delle cose positive nella nostra vita familiare con i miei (esami medici andati bene), per quel che riguarda io e mio marito dopo alcuni anni finalmente ci hanno dato il via libera per la costruzione della casa su cui avevo molti dubbi, come sai. A questo, che comporta pensieri economici non da poco non avendo io un lavoro dall’anno scorso, avevo messo tutto nelle mani di Dio e per mio marito ora che abbiamo il permesso di cotruire sembra prospettarsi un nuovo lavoro remunerativo. Chiedo: io ho ringraziato molto il Signore per gli esami andati bene, ma mi “sembra troppa grazia”, idem per il forse futuro lavoro di marito…non so se mi spiego. Cioè, l espressione “mi sembra troppo bello per essere vero” continua a venirmi alla mente. Sai, c è sempre il timore che non vada in porto nulla, che poi le cose cambino, e così mi sentirei stupida per aver creduto che le cose andassero bene. Ti chiedo: come mi devo comportare? Essere contenta e ottimista? Ieri sera dicevi che quando Dio elargiscei suoi favori, le sue grazie, lo fa in abbondanza (le 7 giare d orzo) e ne dà anche di più senza che si chieda…Ma se poi mi sto sbagliando? Ecco…per favore aiutami a capire come comportarmi, e se devo pregare Dio in qualche maniere, oltre a Lodarloe ringraziarlo, per quello che sembra stia avvenendo.
    Grazie
    Saluti
    Samantha

    03/06/2020 a 11:35
    • Massimo Coero Borga rispondere

      Shalom carissima, sono felice che stai iniziando a conoscere lo Spirito santo così potrà agire sempre di più.
      Noi chiediamo con fede, ma non ci preoccupiamo delle risposte di Dio perchè abbiamo fiducia che Lui guiderà tutto per il bene.
      Per quanto riguarda le benedizioni che stai ricevendo devi solo continuare a ringraziare (sembra un controsenso perchè prima dici che sembra Dio non rispondere alle preghiere e ora che ricevi sembra che non sia Dio a farlo e hai paura che qualcosa ancora non vada).
      Noi siamo figli di Dio, quindi se camminiamo come tali e ringraziamo e benediciamo Dio costantemente (che significa anche avere piena fiducia in ogni momento della vita) dobbiamo aspettarci (fede che è certezza e non pretesa) che non ci mancherà nulla e che avremo sempre ogni grazia per vivere in pienezza.
      Cammina con Gesù, mettendo in pratica la sua Parola e vedrai ancora la Gloria di Dio manifestarsi nella tua vita (non per meriti ma per fede).

      08/06/2020 a 17:11

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