Novità vitali (2ª parte)

Novità vitali (2ª parte)

Massimo Coero Borga – 11 febbraio 2020

CAMBIAMENTO

E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5).  

Il cambiamento ci porta al NUOVO. Dopo non sarà come prima. Togliamo la disabilità del “non riesco, non voglio, non ce la faccio” e cominciamo. Il cambiamento va “visto”, va “detto” (proclamato) e va iniziato. Quando cominciamo a fare una cosa dobbiamo “vederci già”.  Gesù è venuto a fare nuove tutte le cose e noi dobbiamo imparare a vedere cose nuove, prima di tutto nella nostra mente.

DIO HA FATTO LA SUA PARTE (è già nell’aria – è già possibile – è già davanti a noi e per noi la grazia).

Qual è la NOSTRA PARTE?

Il BRUCO cosa deve FARE (pensare – parlare – agire)?

Alla farfalla il cambiamento viene automatico, a noi no. Dobbiamo volerlo e impegnarci. La nostra parte è rinnovare i nostri pensieri, parole e opere, così entreremo nella vera missione della nostra vita. Rinnovarci significa entrare nella novità di Dio.

Vedere e ascoltare. Guardare e vedere. La guarigione della nostra vita, più che chiesta, andrebbe accolta. Mentre io penso a una cosa, la vedo. Ognuno di noi pensa in modo diverso. Il pensiero è personale. O la pensiamo come Dio o la pensiamo come il mondo. Come vediamo Dio? Perché possa agire in noi, dobbiamo vederlo in un certo modo e noi Lo vediamo in base a come la nostra mente lo rappresenta.

Non avrai altri dei all’infuori di me (Es 20,3-6).

Perché ci sia un cambiamento, dobbiamo incominciare a lavorare dall’archetipo che abbiamo di Dio.

Nella parabola dei talenti (Mt 25, 24-26) l’uomo che aveva nascosto l’unico talento che Dio gli aveva dato disse: “Signore, so che sei un uomo duro…. ho avuto paura e sono andato a nascondere il mio talento…” MA dov’è scritto che Dio è duro? È l’idea che ci siamo fatti che ci spaventa, così come per tutte le cose. Non è il futuro che spaventa, ma l’dea del futuro… In base a come ti immagini Dio, vedrai il tuo futuro, gli altri e te stesso. La prima cosa di cui abbiamo bisogno è, quindi, di ripulire nella nostra mente l’immagine di Dio. Dio è il Dio della vita ma la nostra rappresentazione di Dio ci fa agire in un determinato modo. Il primo cambiamento è nella visione di Dio.

Il popolo d’Israele in cammino verso la Terra Promessa, a un certo punto, nel deserto si fermò, Mosè salì sul monte e il popolo, vedendo che tardava nel tornare da loro, disse: “facciamoci il nostro Dio”, e costruirono il vitello d’oro. Il “farci un Dio” che non è il vero Dio, porta morte. Se abbiamo un’idea sbagliata, siamo bloccati. Mosè, una volta sceso dal monte, ha frantumato l’idolo, l’ha sciolto e l’ha fatto bere al popolo in cammino che l’aveva costruito. Tu ti bevi il veleno del tuo falso dio. Ti torna contro. Dio cerca di distruggere quell’idolatria. Lo fa, ad esempio, quando facciamo del nostro idolo la New Age, ma lo fa anche quando utilizziamo qualcosa di buono in modo idolatrico, miracolistico, quasi come se fosse “magico”. Ad esempio, lo fa con il carismatico che, pur essendo strumento di Dio, se diventa il tuo idolo, Dio ha bisogno di staccartene e quindi fa sì che ti deluda… Anche se quello portava guarigione, Dio lo “distrugge” (nella tua mente) perché lo usavi in maniera miracolistica.

Come facciamo a sapere se vediamo bene le cose? Se siamo istruiti da Dio, leggeremo le cose come le legge Lui. Vedendo in un modo nuovo Dio, vedremo in un modo nuovo le situazioni, gli altri e noi stessi… e la nostra vita si rinnoverà.

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Comment (1)

  • Francy87Milano rispondere

    Confidiamo nella Tua Misericordia

    01/04/2020 a 12:00

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